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La persona con afasia è un individuo nuovo

impegnato, insieme alla sua famiglia, nel trovare una nuova relazione con il proprio corpo e un nuovo senso della propria individualità

Come tutti noi

ha il diritto di vedersi offrire alternative, esprimere preferenze ed essere coinvolto in comunicazioni significative e appropriate dal punto di vista linguistico e culturale

La Terapia

promuove l’autonomia attraverso gli strumenti della relazione, sollecitando e facilitando il processo di trasformazione della persona con afasia

Cerchi di Cura

collauda un metodo che, oltre agli aspetti tecnici della CURA, affronta tematiche psicosociali e insegna a tutti come comunicare efficacemente

28th mag
afa

Teatro e Afasia

  Lo Spettacolo IO, TU PAROLE segnalato dagli amici di AITA Marche

12th mag
Off
burnout

Aiutare fa male?

Pare che essere donne metta ancora a più rischio la salute quando si presta cura a qualcun altro, che sia un coniuge o un paziente…

Teresa Bitler su Stroke Smart riporta infatti i risultati di uno studio pubblicato in occasione della conferenza internazionale sullo Stroke, secondo il quale il genere gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute di un caregiver.

Lo studio ha rivelato che le donne, in particolare coloro che si prendono cura del coniuge hanno molta più probabilità di sviluppare gravi problemi di salute, tra cui l’ipertensione, le malattie cardiache e il diabete. Ma anche le operatrici del mondo sanitario e dell’assistenza, pare siano più a rischio rispetto ai loro colleghi maschi. Insomma, le donne sono più a rischio; riferiscono maggiore incidenza di depressione e ansia e più bassi livelli di benessere e di soddisfazione nella vita. Le donne caregiver sviluppano con più probabilità malattie croniche, cancro, deficit del sistema immunitario e disturbi fisici come il reflusso acido e mal di testa.

A questo punto la Bitler da consigli a donne, familiari e operatrici sanitarie della assistenza:

• Chiedere aiuto di familiari e amici
• Partecipare a un gruppo di sostegno
• Prendere tempo per voi stesse per visitare con gli amici o di godere di un hobby
• Organizzare aiuti di supporto
• Se sposate, concentrarsi sugli aspetti positivi del caregiving sulla relazione
• Pianificazione di regolari check-up fisici
• Esercizio e meditazione

e se…suggerisco io, donna, caregiver e professionista sanitaria, ci mettessimo anche a discutere le ragioni sociali per cui la relazione d’aiuto mettono più a rischio le donne caregiver rispetto agli uomini?
e magari arrivassimo a smontare gli ovvi effetti del ostruzionismo sociale?

Non ce ne avvantaggeremmo tutt@?

11th mag
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Quando tua moglie muore

Dan Browning scrive di ricerca medica  per lo Star Tribune di Minneapolis. Su questo giornale ha dedicato tante pagine alla moglie Elizabeth Cummings Browning, amorevole madre e talentuosa cantautore cui, nel 2012,  è stata diagnosticato una probabile demenza frontotemporale (FTD). E’ possibile leggere tutti i suoi articoli, struggenti, lucidi e estremamente istruttivi, anche sulla pagina […]

02nd mag
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Gestire le emozioni dopo un ictus

Tradotto e mod. da The emotional Impact of Stroke di Lisa O’Neill Hill Stai guardando la televisione e arriva una pubblicità. L’hai vista altre volte ma questa volta ti si riempiono gli occhi di lacrime. Non riesci a smettere di piangere. Più tardi, stai ancora piagnucolando e questo ti fa ancora più arrabbiare. Senti frustrazione perchè non puoi controllare […]

30th apr
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La Saggezza di (non) dare risposte

Io non ho mai avuto esperienza diretta di Afasia, nel senso che non ne ho mai sofferto in prima persona. Come Counselor  e facilitatrice di gruppi di persone con ictus ho avuto modo di osservare l’enorme varietà di circostanze in cui può colpire un ictus. Le persone reagiscono tutte in modi diversi per cui va da sè che devono […]

03rd nov
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Cronaca di un ictus

Ecco un giornalista che mette la sua abilità comunicativa al servizio di una buona causa. Prima si intuisce la comparsa di un ictus, prima si interviene! Una storia che per fortuna finisce bene Time is brain!  

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