afasia progressiva primaria

Al progressivo aumento della popolazione anziana corrisponde un aumento del numero di persone con disturbi della comunicazione legati a patologie neurologiche degenerative (m. di Alzheimer, Demenze fronto-temporali, Degenerazione cortico-basale, M. Parkinson, Sclerosi Laterale Amiotrofica.) Mentre i deficit cognitivo-mnesici in corso di demenza sono  attentamente valutati, i disordini di comunicazione sono spesso trascurati e cosi’ anche lo studio degli effetti cognitivi sul processo comunicativo, la relazione tra le funzioni esecutive e le caratteristiche della produzione verbale e  infine la gestione pratica di questi  nell’ambito della relazione tra la persona con demenza e i loro interlocutori. La diagnosi precoce di disordini del linguaggio e della comunicazione  e l’ identificazione dei diversi profili di linguaggio sono infatti problematiche. All’esordio i sintomi  sono generici e includono difficolta’ a trovare le parole e riduzione della produzione verbale. Al contrario, le necessita’ comunicative del paziente con patologia dementigena dovrebbero essere valutate precocemente per mantenere il contatto sociale, ridurre l’impatto dei disturbi comportamentali e migliorare la qualita’ di vita.

Particolare rilievo assume la presa in carico di pazienti con Afasia Progressiva Primaria che, a differenza del disturbo afasico conseguente ad un danno vascolare acuto (ictus), è una malattia degenerativa, la cui causa è tuttora sconosciuta, che colpisce le persone adulte ed è caratterizzata dalla comparsa lenta, ma peggiorativa di disturbi del linguaggio isolati. All’esordio della malattia, la persona puo’ lamentare esclusivamente difficolta’ nel trovare la parola corretta (anomia), ma con il tempo l’eloquio risulta gravemente compromesso per l’uso di frasi fatte, parole passe-partout (“cosa”, “roba”), fino a diventare “vuoto”, privo di significato informativo e poi dissolversi progressivamente (mutismo); compaiono anche difficolta’ simili nella scrittura (errori ortografici e omissione di parole) e nella comprensione delle parole, tanto da rendere assai difficile la comunicazione. Il disturbo puo’ rimanere isolato per alcuni anni (3-5 anni) e circoscritto alle funzioni linguistiche, ma quasi inevitabilmente si assiste ad un coinvolgimento globale delle funzioni cognitive (memoria, capacita’ di critica e giudizio, orientamento spazio-temporale) con impatto sulle attivita’ della vita quotidiana (demenza degenerativa). Oggi si conoscono 2 forme di APP: la Demenza semantica e l’Afasia non fluente. La Logopenic Progressive Aphasiaè una forma  atipica di Alzheimer ]

Per info sul ruolo della Logopedia in questi quadri clinici e sulle possibili attività terapeutiche, consulta la relativa sezione Terapia

Comunicazione  e Cognitività nelle demenze: un approccio integrato 

 

La Qualità di Vita delle Persone con Demenza e dei loro familiari

 

 

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