domande comuni


Trailer del video Pathfinder sulla Afasia di Alessandra Tinti. Contiene brani tradotti in italiano, tratti da “What is Aphasia?” della Aphasia Hope Foundation.

 

L’Afasia si accompagna sempre a una disabilità fisica? No. Però spesso le persone con afasia hanno anche deficit di forza al lato destro del corpo

Tutti i casi di Afasia sono uguali? No. Esistono diversi tipi di afasia. Alcuni hanno difficoltà nel parlare mentre altri non riescono a seguire una conversazione. A volte il disturbo è così lieve da sfuggire all’osservazione degli altri, a volte può essere molto grave colpendo la capacità della persona di parlare, scrivere, leggere e ascoltare. In sintesi, mentre alcuni sintomi specifici possono variare, tutte le persone con afasia in qualche modo hanno difficoltà a comunicare.

Si può recuperare il linguaggio dopo un ictus? Dopo un danno cerebrale, alcune persone riprendono a camminare, a usare con facilità la mano, a parlare e a scrivere…questo miglioramento spontaneo si verifica dopo alcune settimane e può proseguire per sei mesi o anche più a lungo. In alcuni casi pero’ l’ afasia non scompare completamente e occorre imparare a conviverci

Quanto dura il periodo di recupero? Se l’afasia persiste a due o tre mesi dall’ictus, è probabile che non ci sia un completo recupero. Tuttavia è importante ricordare che molte persone continuano a recuperare anche per decine di anni. Si tratta di un processo lento durante il quale la persona e la famiglia vanno aiutati a capire la natura del problema e a sviluppare efficaci strategie di comunicazione

L’Afasia compromette l’intelligenza?No. Una persona con afasia può avere difficoltà nel ricordare nomi e parole, ma la sua intelligenza rimane sostanzialmente intatta. Il problema non sono le idee e i pensieri ma piuttosto accedere a questi con facilità e scioltezza

Cosa è l’ictus? L’ictus è un disturbo improvviso della circolazione cerebrale. Può accadere che un vaso cerebrale si rompa provocando una emorragia oppure si chiuda e non permetta l’afflusso di sangue ad una zona del cervello, più o meno estesa (ischemia). In entrambi i casi in seguito a questa evento le cellule nervose possono subire un danno irreversibile. Le persone possono avere difficoltà a muovere il braccio e/o la gamba destra (paresi o plegia), a soffiare, gonfiare le guance, deglutire (disfagia), impossibilità a controllare la perdita di saliva, difficoltà a sentire il caldo e il freddo, riconoscere ad occhi chiusi la posizione di parti del proprio corpo, vedere gli oggetti situati alla destra del campo visivo (emianopsia), sensazione di “stordimento” che rende incapaci di concentrarsi a lungo. La complicanza piu’ frequente è la depressione. Le persone diventano tristi e piangono facilmente. Si sentono stanche e inutili. Hanno problemi di insonnia e di inappetenza. Non si curano della propria persona e non vogliono partecipare alle attivita’ della vita quotidiana. La depressione ha molte cause. E’ legata alla sede del cervello colpita dall’ictus ma è anche la conseguenza delle difficoltà incontrate dopo l’ictus (la perdita del lavoro, l’allontanamento degli amici. le difficoltà economiche, la dipendenza dai familiari). Se ci sentiamo depressi, parliamone con la logopedista e  contattiamo il medico curante o uno specialista (neurologo, psichiatra) per decidere insieme se iniziare una terapia farmacologica e cerchiamo una associazione all’interno della quale partecipare a a sedute individuali o di gruppo, che ci aiutino ad adattarci alla nuova condizione

 Dopo un ictus si soffre di crisi epiletticheLe persone che hanno avuto un ictus possono manifestare movimenti involontari diffusi alla meta’ del corpo. Le crisi epilettiche sono abbastanza frequenti nelle prime settimane dopo l’ictus e possono essere controllate da una specifica terapia farmacologica

Cosa posso fare per  un familiare o un amico, che ha perso l’uso del linguaggio?  La comunicazione è una relazione, qualcosa che si fa insieme. Dunque ottimizzare uno scambio significa “collaborare”, fare ognuno la propria parte. Che si tratti della persona con afasia, come del suo interlocutore, che al contrario non ha problemi di linguaggio. Significa assicurarsi reciprocamente massimo rispetto e ampia libertà di scelta, consapevoli che il linguaggio crea potere. Significa costruire tutti insieme delle “rampe Comunicative” che ci permettano di venirci incontro, superando la distanza creata dal disturbo.  Perché, come dicono i nostri amici e le nostre amiche dell’Aphasia Institute di Torono: la vita è più grande della Afasia.

  • Non affidarti solo alla parola. Una persona con afasia potrebbe capire solo parte di cio’ che stai dicendo. Per questo, è meglio fornire la maggiore quantità possibile di informazioni anche  attraverso altre modalità
  • Per sostenere la conversazione può essere necessario utilizzare una varietà di aiuti e adattamenti che possano supportare la ricezione e la  trasmissione del linguaggio. Utilizza a questo scopo  aiuti visivi (mappe, mappamondi, calendari, libri di comunicazione, giornali), ritmo dell’eloquio (pronuncia scandendo chiaramente le parole o le frasi)
  • Dai una giusta opportunità al tuo interlocutore. Ricordarche gli adulti con afasia e disturbi correlati desiderano comunicare idee, avere persone che fungano da interpreti, condividere opinioni, scambiare informazioni, prendere decisioni/operare scelte in prima persona
  • Ascolta e aspetta. Poi ascolta e aspetta ancora. Sii pazienti. Prendi tempo per sostenere una conversazione adulta. Trova un luogo tranquillo e dai alla persona una occasione di esprimere se stessa.
  • Ricorda sempre di verificare la reciproca comprensione. Fai apere alla persona con afasia se hai capito o meno. Fare finta di capire, non serve
  • Generalmente nelle conversazioni la persona con afasia viene sistematicamente esclusa. Rivolgiti direttamente alla persona
  • Faiin modo che ci sia sempre un momento di riposo quando la mente della persona comincia ad affaticarsi. Ricordati che la fatica caratterizza tipicamente la vita dopo l’afasia
  • Poni domande solo se sei veramente interessato a conoscere le risposte
  • Mantieni la conversazione al “qui e ora”, quanto più possibile
  • Usa frasi brevi
  • Ripeti piu’ volte il tuo messaggio
  • Parla lentamente e introduci pause tra le frasi
  • Evita situazioni con troppi interlocutori
  • Evita ambienti rumorosi
Sono afasico, cosa posso fare per comunicare meglio?
  • prenditi tutto il tempo che ti serve per comunicare ciò che vuoi;
  • quando non trovi le parole utilizza i disegni, i gesti, le espressioni del volto o la scrittura;
  • quando non hai capito, chiedi a chi ti sta parlando di ripetere;
  • evita di parlare in ambienti rumorosi;
  • fai capire agli altri che non sei sordo e non e’ necessario alzare il tono della voce;
  • chiedi agli altri di parlare uno per volta;
  • non ti preoccupare se non parli perfettamente;
  • evita di parlare quando sei agitato o ansioso, o stanco;
  • chiedi consigli al tuo logopedista;
  • rivolgiti alle associazioni per avere consigli e informazioni

 

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afasia progressiva primaria
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il senso della terapia 

 

 

 

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