il senso della terapia

Identificare l’ afasia semplicemente come un problema neurologico, un deficit linguistico o una patologia del linguaggio è sicuramente inadeguato. L’afasia non può essere accuratamente studiata se si separa la patologia dalla persona…(Sarno, 1993) 

Gran parte delle ricerche di neurolinguistica nel campo dell’afasia ne hanno migliorato la comprensione, aiutandoci ad identificare e spiegare alcuni dei meccanismi nascosti. Questo tipo di ricerca ha aiutato a rendere il lavoro diagnostico più obiettivo, nonché a fornire una base teoretica per la prassi professionale e per lo sviluppo di una varietà di tecniche, utili ad assistere le persone con afasia. Queste ricerche però si sono fondamentalmente occupate del miglioramento delle metodologie per lo sviluppo delle competenze linguistiche e di comunicazione, e hanno prestato poca attenzione all’impatto che l’afasia ha sulla qualità dell’esistenza della persona e il benessere della sua famiglia.

Qualunque sia l’approccio riabilitativo, l’esigenza della persona di riacquistare la consapevolezza di ciò che egli era in precedenza e di sviluppare una nuova identità, necessita di tanta attenzione quanto quella dedicata agli esercizi diretti di riabilitazione linguistica.

La persona con afasia può essere messa in condizione di incrementare l’uso della lingua, se le viene fornito un sostegno emotivo sufficiente per parlare del problema. Gli specialisti però affrontano con difficoltà questo stato di sofferenza della persona afasica e preferiscono concentrarsi sugli aspetti più sicuri ed obiettivi dei disturbi linguistici (Brumfitt, 1993) Io credo che limitare lo studio dell’afasia ai deficit neurolinguistici restringa chiaramente le possibilità terapeutiche. Ampliare l’interpretazione dell’handicap imposto dall’afasia al benessere psicosociale della persona migliora la riabilitazione. Questa smette di essere considerata limitata nel tempo. Non si misura più in base alla capacità di produrre un set particolare di abilità neurolinguistiche. Noi consideriamo il miglioramento come un fattore aperto, che si riflette sul benessere psicosociale dell’ individuo, nonché sulla sua crescente abilità di adeguarsi all’afasia. Occorre spostare gli studi sull’argomento dal tema “afasia: il disturbo” al tema “l’afasia e la persona”. Inoltre si ritiene che i familiari debbano essere considerati come partner nella riabilitazione poiché essi stessi sono soggetti ad un loro proprio handicap. La mancata attenzione ai problemi [delle famiglie] può indurre handicap ulteriori sia per l’afasico che la sua famiglia e amici (LeDorze, 1993). In questi anni gli afasiologi stranieri ci hanno aperto gli occhi su nuovi modi di pensare all’afasia. Con i loro lavori sulle teorie e strategie di Comunicazione Aumentativa ed Alternativa infatti, ci hanno fornito una base teorica che focalizza l’attenzione proprio sugli aspetti interattivi, comunicativi e sociali che devono caratterizzare la riabilitazione, perché questa abbia un senso.

Altri documenti

Terapie per la vita
La questione riabilitazione

 

domande comuni
afasia progressiva primaria
la famiglia
il senso della terapia 

 

Share Button

Comments are closed.