Che
cosa e’ l’ afasia?
L'afasia è una condizione in cui una persona presenta
difficolta’ nell’ esprimere cio’ che pensa
e nel comprendere quanto viene detto da altri. E’
la conseguenza di un danno cerebrale, spesso in corso di
ictus o trauma cranico
Come si manifesta l’
afasia?
Le persone afasiche possono:
Ascoltare
le parole, ma non riconoscere immediatamente il loro significato,
arrivando ad avere talvolta la sensazione di ascoltare una
lingua straniera
Avere bisogno di molto tempo per recuperare nella “mente”
le parole che vogliono esprimere; una volta recuperate certe
parole e ripetute anche parecchie volte, queste possono
essere di nuovo “perse” in pochi attimi, e recuperate
dopo molto tempo…
Avere difficolta’ ad evocare il nome di oggetti dei
quali conoscono l’uso corretto o di familiari…
Esprimersi con frasi molto brevi o parole isolate, oppure,
con frasi disordinate e “giri di parole” che
rendono difficile capire cosa vogliano comunicare
Articolare le parole con notevole sforzo, lentezza, e dopo
lunghe pause, necessarie per superare gli inceppi per superare
gli inceppi
Distorcere i suoni o sostituire le parole ( per esempio
“ombello” al posto di “ombrello”
o “ tavolo” al posto di “sedia”)
a tal punto da produrre talvolta parole non riconoscibili
(“cospivo” al posto di “lampada”)
Perche’ si diventa
afasici?
Nella maggior parte dei casi, l’afasia e’ causata
da una malattia cerebrovascolare (ictus) o da evento traumatico
o da un tumore cerebrale
A quali problemi fisici
si puo’ associare un danno cerebrale?
Un accidente vascolare o un trauma cranico colpiscono, in
genere, una meta’ del cervello causando conseguenze
fisiche alla meta’ opposta del corpo. Persone afasiche
(per lo piu’ colpite nell’emisfero sinistro),
gia’ nei primi giorni dopo l’evento, possono
avere:
.indebolimento
(paresi) o assoluta impossibilità di muovere il braccio
e/o la gamba destra (plegia)
difficolta’ a soffiare, gonfiare le guance, a deglutire
(disfagia)
impossibilità a controllare la perdita di saliva
a causa di un indebolimento dei muscoli della meta’
destra del viso, del cavo orale e della gola che non funzionano
in modo piu’ “armonico”
ridotta sensibilita’ al caldo/freddo, una sensazione
di formicolio, una incapacita’ a riconoscere la posizione
di parti del proprio corpo ad occhi chiusi
difficolta’ a vedere gli oggetti situati alla destra
dello spazio (emianopsia)
sensazione di “stordimento” che rende incapaci
di concentrarsi a lungo…
In alcuni casi il danno cerebrale puo’ causare la
comparsa improvvisa di movimenti involontari diffusi a tutto
o alla meta’ destra del corpo (crisi epilettiche)
che richiedono l’assunzione di una specifica terapia
farmacologica, prescritta dal medico specialista.
Che cosa si intende per
afasia progressiva primaria ?
A differenza del disturbo afasico conseguente ad un danno
vascolare acuto (ictus), l'Afasia Progressiva Primaria e'
una malattia degenerativa, la cui causa è tuttora
sconosciuta, che colpisce le persone adulte ed è
caratterizzata dalla comparsa lenta, ma peggiorativa di
disturbi del linguaggio isolati.
All'esordio della malattia, la persona puo' lamentare esclusivamente
difficolta' nel trovare la parola corretta (anomia), ma
con il tempo l'eloquio risulta gravemente compromesso per
l'uso di frasi fatte, parole passe-partout ("cosa",
"roba"), fino a diventare "vuoto", privo
di significato informativo e poi dissolversi progressivamente
(mutismo); compaiono anche difficolta' simili nella scrittura
(errori ortografici e omissione di parole) e nella comprensione
delle parole, tanto da rendere assai difficile la comunicazione.
Il disturbo puo' rimanere isolato per alcuni anni (3-5 anni)
e circoscritto alle funzioni linguistiche, ma quasi inevitabilmente
si assiste ad un coinvolgimento globale delle funzioni cognitive
(memoria, capacita' di critica e giudizio, orientamento
spazio-temporale) con impatto sulle attivita' della vita
quotidiana (demenza degenerativa).
Perche’ molte persone
afasiche diventano depresse?
La depressione rappresenta una delle complicanze piu’
comuni in corso di afasia post-ictus. Oltre a ragioni di
natura neurofisiologica collegate specificamente ad un danno
vascolare dell’emisfero sinistro, i disturbi depressivi
(senso di inutilita’, perdita dell’autostima,
calo degli interessi, insonnia, inappetenza, facilita’
al pianto) possono essere “reazioni psichiche”
collegate alle limitazioni funzionali indotte dall’afasia.
In
particolare, la perdita dell’uso del linguaggio e’
specificamente responsabile (rispetto ad altre disabilita’)
dell’ isolamento sociale delle persone afasiche per
la difficolta’ nella gestione dei rapporti interpersonali;
infatti la parziale o completa incapacita’ a comunicare
compromette il ruolo sociale della persona afasica.
Il
confronto tra l'attuale condizione di inabilita’ e
lo stato di salute precedente alla malattia getta facilmente
la persona afasica nello sconforto e nell’abbattimento
rendendola spesso inerte e passiva di fronte alla gestione
sue potenzialita’ residue.
Per tali motivi e’ giustificato intervenire sulla
depressione mediante:
·
Terapia farmacologica mirata a ridurre in tempi brevi lo
stato ansioso, le alterazioni del sonno, il calo dell’appetito
che peggiorano lo stato di salute della persona disabile;
·
Trattamento psicologico individuale o di gruppo basato su
tecniche di sostegno per aumentare l’autostima e favorire
l’ adattamento alla nuova condizione.
Esiste la possibilità
di recuperare spontaneamente il linguaggio, in tempi brevi?
Dopo un danno cerebrale, alcune persone recuperano le loro
precedenti capacita’: riprendono a camminare , a usare
con facilità la mano, a parlare e a scrivere…
questo miglioramento (definito “recupero spontaneo”)
si verifica dopo alcune settimane e puo’ proseguire
per almeno sei mesi (talora per tempi anche piu’ lunghi).
Raramente il recupero funzionale è completo.
Come intervenire?
Innanzitutto occorre che la persona afasica e i famigliari
abbiano a disposizione, fin dai primi giorni, le informazioni
necessarie per conoscere il problema in termini corretti.
In un secondo momento il personale competente (neurologi,
terapisti del linguaggio) puo’ suggerire se intraprendere
subito un intervento riabilitativo; qualora le instabili
condizioni cliniche non lo permettano., dovranno essere
forniti suggerimenti pratici circa i vari aspetti relativi
alla “gestione” della disabilità nel
quotidiano. L’effettuazione di controlli periodici
permetterà di individuare il momento opportuno per
iniziare il ciclo logopedico.
Quanti sono gli afasici
in Italia ?
Non esistono studi epidemiologici che abbiano fornito e
diffuso dati certi sul numero di persone con afasia presenti
in Italia. Secondo i dati dell’Associazione Italiana
Afasici, ottenuti attraverso un censimento parziale e quindi
non rappresentativo della realta' afasica sul territorio
nazionale, in Italia vi sarebbero attualmente 150.000 persone
afasiche.
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