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un approccio innovativo

Gli effetti dell'ictus spesso sono devastanti. Ma si possono affrontare e sconfiggere se non si rimane soli. L’esperienza dell’Associazione ci insegna che è importante poter disporre, anche a lungo termine, di interventi terapeutici e di sostegno pratici e creativi. In ALIAS questi vengono sviluppati sulla base delle sollecitazioni di tutti i soci che mettono a disposizione esperienza, fiducia ed entusiasmo a testimonianza dell’impegno comune.

Una Associazione per l’afasia esiste proprio per sostenere le persone che vivono una condizione di rischio di emarginazione sociale, per sviluppare insieme efficaci strategie di “fronteggiamento”, fornire interventi di counselling, informazioni e incontri di approfondimento, nonchè per far conoscere l’afasia a tutta la comunità.

I principi base cui ci ispiriamo sono fortemente connessi alla cultura del self-help e costituiscono il fondamento di tutte le agenzie di servizi alla persona che vogliono seguire un approccio più centrato sul cliente. L'utilizzo di questi, infatti, ha il potenziale per produrre un "nuovo paradigma di cura" e prevede:

• un orientamento basato sulle capacità piuttosto che sulla patologia;
• un approccio che enfatizza l'importanza della costruzione dei comportamenti e degli stili di vita;
• l’applicazione dei principi della helper-therapy

 

 

 

In particolare, gli interventi di supporto alla qualità di vita si basano sulla applicazione del Life Partecipation Approach to Aphasia definito negli Stati Uniti dal LPAA Project Group , dimostratosi un modello di intervento efficace nel fronteggiare le problematiche legate alla presenza di afasia, anche da un punto di vista psico-sociale, e quindi indirettamente responsabile di una riduzione dei costi socio-assistenziali a lungo termine.

Il LPAA è una filosofia di servizio orientato al cliente che supporta le persone con afasia nella realizzazione dei loro obiettivi a breve e lungo termine, in relazione alla Qualità di vita. Prevede una continua rivisitazione della pratica clinica e delle metodologie di ricerca e intervento sugli aspetti psico-sociali. Si focalizza sul ritorno alla vita di comunità, a cominciare da un “affiancamento” durante le prime fasi del ricovero (bilancio comunicativo, analisi della domanda e primo intervento di management delle problematiche correlate) e proseguendo dopo le dimissioni con interventi di orientamento e counselling protraibili fino al momento in cui il cliente sceglie di non ricevere piu’ alcun tipo di supporto.

Secondo i criteri del LPAA, il punto di vista e la percezione della persona afasica e della sua famiglia, circa gli obiettivi da perseguire e le relative priorità, rappresentano – nell’ambito della strutturazione dell’intervento - l’elemento fondamentale nel processo decisionale. Appare infatti di particolare rilievo il processo di empowerment attivabile nella persona afasica, quando viene coinvolta a pieno titolo nel processo di recupero (alla vita) e chiamata a collaborare nella progettazione dell’intervento.

Noi incoraggiamo clinici e ricercatori a focalizzare la loro attenzione, a partire dalle prime fasi del ricovero della persona afasica, su obiettivi estremamente “concreti” e immediati. Ad esempio, inizialmente, il primo obiettivo sarà “stabilire” una comunicazione efficace tra lo staff medico (compresi infermieri e personale sanitario) e la persona stessa. Nelle fasi successive l’obiettivo sarà invece il ritorno al lavoro oppure una maggiore partecipazione alla vita di comunità.

In ogni caso, indipendentemente dalla fase attraversata, il LPAA enfatizza il “coinvolgimento” della persona afasica nel proprio progetto di vita, attraverso un rafforzamento continuo della partecipazione di questa a tutte le attività quotidiane che prevedano una scelta. In questo senso l’abilità residua è finalmente vista come uno dei requisiti fondamentali per la re-integrazione, e non come unica risorsa. Risultano altresi’ fondamentali le variabili “motivazione” e “contesto”, quest’ultimo inteso come ambiente fisico, strutturale e relazionale “facilitante”. Un ambiente supportivo, infatti, puo’ ridurre notevolmente l’impatto dell’afasia sulla vita quotidiana delle persone (una persona con afasia di media entità che vive in un ambiente non supportivo puo’ sperimentare un disagio maggiore di quello sperimentato da una persona con grave afasia che vive in un ambiente altamente supportivo).

In sintesi, ALIAS con il Dipartimento di Neurologia della ASL3 collauda un metodo che, oltre agli aspetti tecnici della CURA, affronta tematiche psicosociali e insegna come comunicare efficacemente con la persona con afasia.

 



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