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conversational coaching

Si ritiene che la capacità di comunicare nella persona con afasia sia influenzata anche dalla qualità delle sue relazioni comunicative. Ad esempio, normalmente le reazioni dell'ascoltatore, anche minime, di fronte a strategie inattese utilizzate dal parlante hanno un effetto inibitore su quest'ultimo. La persona con con afasia avverte tali reazioni negative quando comunica con interlocutori non familiari e ciò può inibirlo ulteriormente e causare un peggioramento della sua performance.

Inoltre, secondo la Accomodation Theory nella conversazione ci si tara reciprocamente sullo stile dell’altro interlocutore, dunque nello scambio persona con afasia/persona con linguaggio integro, prevale la modalità uditivo-verbale e solo se
il partner/interlocutore non afasico è allenato all’utilizzo di una varieta’ di strategie comunicative, il partner con afasia afasico sarà incentivato ad utilizzarne qualcuna.

A questo punto è chiaro che solo un training diretto sul partner della persona con afasia induce cambiamenti nel comportamento comunicativo interattivo. Dunque imparando a comunicare piu' efficacemente si fornisce un importante aiuto alla persona che altrimenti sarebbe in maggiori difficoltà.




 

Con il termine "conversational coaching" si fa riferimento ad un particolare tipo di terapia che consiste nell'insegnare alcune strategie comunicative molto personalizzate alla persona con afasia e ai suoi familiari. Queste strategie vengono selezionate dagli stessi partecipanti e messe in pratica in setting conversazionali sotto la guida di un esperto.

ALIAS fornisce questo servizio nell'ambito della collaborazione con il Dipartimento di Neurologia della ASL3 Genovese.

 

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