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Seminario
conclusivo Progetto Edunet
AFASIA:
ABITARE UNO SPAZIO INVISIBILE
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DOPO
LA CRISI, UN CAMBIAMENTO ALL'ORIZZONTE L’esperienza del Seminario di Genova promosso dall’Associazione ALIAS sul tema “AFASIA: abitare uno spazio invisibile” ha posto le premesse per una rivoluzione a 360° gradi del modo di approcciarsi all’universo complesso dell’afasia. Non più vuoto tecnicismo, non più sapere medico che cade dall’alto e resta separato dalla realtà concreta dei vissuti delle persone afasiche e non compreso nella sua ermetica, parziale visione e definizione dell’afasia. Gli interventi hanno tutti evidenziato la profonda crisi del modello medico tradizionale che non sa rispondere ai molteplici bisogni delle persone colpite da afasia che vivono in eterno un tragico dopo…quel dopo che inizia quando l’istituzione medica le dichiara riabilitate, perfino guarite, mentre vengono loro negate, di fatto, le condizioni per il loro recupero alla vita sociale e lavorativa….e che dire dei modelli ormai tramontati e molto discutibili su cui si basa ancora oggi , la rieducazione del linguaggio? E che dire dell’impreparazione al contatto con le persone afasiche del personale medico e paramedico anche nella fase di stretta emergenza di vita? L’afasia è un mondo che fa paura, che mette a disagio, che allontana anche le persone più motivate di fronte alla marea di problemi di difficile soluzione… Il seminario è stato un felice incontro di persone provenienti da diversi ambiti e con differenziate esperienze di vita e di lavoro; anche se non parlavano la stessa lingua, si comprendevano…. tra queste persone che non si conoscevano prima c’era armonia e perfetta intesa…parlavano tutte lo stesso linguaggio dell’anima fondato sull’osservazione, sull’ascolto, sull’attenzione, sul rispetto della persona non come persona malata ma in quanto essere umano da considerare nella sua unicità di corpo-mente-emozione-spirito e come persona capace di dare vita a molteplici forme di espressione nella comunicazione. Il rispetto della persona e delle sue scelte è il dato di partenza, la vera rivoluzione promossa dal seminario dell’Associazione ALIAS. Dal rispetto della persona afasica derivano tutte le altre infinite- perché non più prestabilite dal modello solo medico- possibilità di intervento terapeutico, familiare, comunitario,associativo, sociale e lavorativo. Restituire alla persona afasica la dignità che le è stata sempre più negata da un certo tipo di medicina che frammentandosi si è disumanizzata nel rapporto medico- paziente e valorizzarla nelle sue nuove potenzialità sono stati il leit-motiv degli interventi. La dimostrazione dell’enorme creatività posseduta dalle persone afasiche è stata ampiamente provata e dimostrata. La creatività nasce dall’intuizione, dall’osservarsi dentro, nel silenzio a cui costringe l’afasia e che può diventare una condizione dell’essere se viene abbandonato al suo destino di solutidine e di vuoto relazionale, se quel silenzio resta impentrabile e avvolto nel mistero…ma il silenzio condiviso stimola la creatività e la condivisione di esperienze, se è fondato su una relazione empatica con gli altri, medici, operatori o familiari che siano….l’empatia si crea nella qualità della relazione, nell’attenzione alla comunicazione, nel modo di porre attenzione alla persona, indipendentemente dall’essere malata o sana, nel modo di ascoltarla nei suoi vissuti o nel modo di osservarla in assenza di linguaggio, nella incessante ricerca dei modi giusti di stabilire una relazione creativa fondata sulla attenta osservazione e sull’interazione non verbale, gestuale, mimica, disegnando, ascoltando musica, recitando ..è possibile comunicare intensamente anche solo guardandosi negli occhi…se c’è contatto emozionale, il toccarsi dei corpi, una carezza, un sentirsi accanto fisicamente l’altra persona, percependone il calore, la sensibilità , la disponibilità, l’amore, come la percezione sensoriale dell’odore della pelle o del contatto corporeo rendono tutto più facile…la stimolazione sensoriale e il contatto umano operano veri miracoli… La luce negli occhi delle persone afasiche presenti al seminario è la riprova che questa rivoluzione avviata dall’Associazione ALIAS è efficace se il progetto nel quale è inserita decollerà….sarebbe interessante sentire il vissuto di quegli occhi sorridenti….è questo il senso del lavoro di Alessandra Tinti e Maura Marogna che si aspettano da tutti una risposta. |
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