Alcune delle attività dei CTP, in effetti, sembrano rispondere appieno alle necessità ri-educative di alcune persone con afasia (alfabetizzazione funzionale e di ritorno, recupero e sviluppo di competenze strumentali culturali e relazionali idonee ad una attiva partecipazione alla vita sociale..). In taluni casi arriviamo a credere che potrebbero rappresentare i tanto auspicati luoghi di ri-qualificazione professionale di adulti divenuti afasici in età produttiva.
E' con questo spirito che è iniziata una collaborazione tra gli utenti del Servizio di Logopedia della ASL7 di Settimo Torinese e il Centro Territoriale Permamente per l'istruzione e la formazione in età adulta di Settimo Torinese.
Qui lavora la collega Giuliana Testa che ha fornito l'input circa la possibilità di identificare itinerari formativi di alfabetizzazione comuni alle persone straniere e ad alcuni pazienti con afasia; l'invito è stato prontamente accolto dall'insegnante Marisa Provera del CTP di Settimo che lo scorso ottobre ha dato vita al primo corso di "alfabetizzazione" misto, costituito cioe' da cittadini stranieri e persone con afasia, tuttora attivo con soddisfazione di tutti. Abbiamo intervistato Marisa la cui serenità nella gestione dell'aula ci ha confermato quanto possa essere utile, soprattutto alle persone con afasia, il coinvolgimento nei percorsi di re-integrazione di attori/operatori sociali estranei al mondo sanitario e quindi privi di quel pesante retaggio che ogni riabilitatore si porta dietro circa la "norma" da rispettare spesso a scapito dell'evoluzione naturale dell'individuo.
L'insegnante Provera, peraltro non nuova ad esperienze innovative nell'ambito dell'insegnamento (ha tenuto corsi rivolti ad utenti ospiti di una RSA) ci ha parlato di un'aula molto eterogenea nella quale l'esporazione della capacità individuali va condotta con grande naturalezza e "sempre" sdrammatizzando la situazione, non interpretando piu' di tanto ma ricordandosi che uno degli scopi prioritari dell'iniziativa è la socializzazione. A questo proposito come forse era ovvio prevedere, non c'e' stata grande integrazione in aula fra partecipanti stranieri e partecipanti italiani e non solo per l'incostante presenza degli stranieri quanto più probabilmente per una difficoltà oggettiva per qualsiasi insegnante nel gestire contemporaneamente le esigenze individuali e quelle del gruppo (la coesione di piu' individui, soprattutto cosi' distanti, richiederebbe di per se' un lavoro enorme). Marina conviene con noi che l'unico limite di una esperienze del genere è la mancanza di tempo che impedisce l'approfondimento a livello individuale.
L'ultima considerazione che è doveroso fare riguarda ancora il coinvolgimento di figure "altre" rispetto alle canoniche figure riabilitative: un insegnante deve conoscere la natura del problema, ovviamente, ma ha il grande vantagggio di non avere nella mente etichette di sorta circa "quel" particulare disturbo, non ha l'ansia di dare un nome ad ogni segno che si renda evidente e dunque nel porre le sue richieste probabilmente seguirà davvero le necessità educative del soggetto mentre noi logopedisti con difficoltà usciamo dal nostro ruolo fortemente connotato di "normatività".
Per ulteriori informazioni sul corso è possibile contattare la Log. Giuliana Testa scrivendo una mail al Gruppo Italiano Studi Afasia GISA di cui fa parte.