Allora diventa fondamentale cercare nella memoria altrui
il testo perduto, cercare di ricucirsi addosso una storia
che ci appartiene e, con essa, un’identità.
ALIAS crede nella possibilità di ricucire lo strappo,
di restituire vis
ibilità ai nomi e alle storie delle
persone afasiche. Nel gruppo ciascuno racconta chi è
e lentamente e cautamente, esce dal suo isolamento per chiedere
all’altro “chi sei?” e nel farlo, si rende
disponibile a narrarlo. Questo riconoscimento rappresenta
già di per sé un “superamento”,
un successo che giunge gradatamente attraverso un percorso
di amicalità.
Nel gruppo di automutuo aiuto, ognuno si presenta con il
suo nome. Pronunciandolo, scrivendolo o ascoltandolo quando
viene pronunciato da altri… torna a farsi sentire
un nome che l’afasia ha tentato di cancellare, di
zittire, di far sparire. Un nome che annuncia la nostra
unicità, che ci appartiene dalla nascita e che non
abbiamo potuto scegliere. Un nome dato e non scelto, come
date e non scelte sono le nostre vite e il nostro essere…
Il
progetto ICIS nasce nell’ambito delle attività
di ALIAS m
irate al miglioramento della qualità di
vita della persona afasica. Con questo progetto volevamo
promuovere percorsi di auto-mutuo aiuto rivolti a persone
con afasia e a familiari.
Il
primo gruppo ligure di auto mutuo aiuto per persone con
afasia, è nato il 15 gennaio 2001 ed era costituito
da 14 persone con afasia e due facilitatori.
Il
gruppo si riuniva nel centro della città di Genova,
una volta la settimana per un'ora e mezza. La partecipazione
era volontaria e gratuita. Il clima di amicalità
e fiducia consentiva a chiunque, indipendentemente dalla
propria capacità espressiva, di esprimere se stesso
senza timore di essere giudicato e senza dover subire gli
stretti vincoli di tempo e di correttezza linguistica tipici
di una comunicazione "quotidiana". Ciascun membro
del gruppo aveva la possibilità di partecipare secondo
le modalità preferite (ascoltando, riposando, scrivendo,
disegnando, gesticolando o parlando) e il confronto reciproco
favorisce la percezione della propria efficienza comunicativa
e la valorizzazione di quest'ultima.
Per
il futuro è prevista l'attivazione di un gruppo di
auto mutuo aiuto per familiari di persone afasiche. Per
quanto riguarda l’afasia, infatti, e’ ormai
considerazione condivisa che l’intera famiglia, coinvolta
nel problema, necessiti di occasioni di confronto e scambio,
allo scopo di sviluppare quelle reti relazionali fortemente
ridotte dall’insorgenza del disturbo di linguaggio
e contemporaneamente rinforzare competenze ed abilita’
attraverso la “condivisione” di esperienze individuali
in ambiente "protetto".