Il Sapere che deriva dall’esperienza

On 28 gennaio 2008
Il Ministro della Salute Livia Turco ha insediato il 6 settembre 2007 la “Consulta dei medici ammalati”, composta da medici specializzati in varie discipline e attivi in diverse istituzioni sanitarie e universitarie del Paese, uniti da una storia personale di malattia e sofferenza che li ha portati a maturare la volontà di contribuire all’affermazione di un nuovo rapporto con il malato e più in generale ad una compiuta umanizzazione delle cure, quali elementi essenziali per una sanità più vicina ai bisogni dei cittadini. Alcuni di loro hanno già raccolto le loro esperienze nel libro “Dall’Altra Parte”, edito nel 2006 da Rizzoli, giunto all’ottava edizione. La Consulta ha come compito primario quello di elaborare un “Libro Bianco” di proposte per il rinnovamento della medicina e della sanità, a partire da una diversa attenzione per la formazione degli operatori, la umanizzazione della assistenza, l’informazione e la comunicazione, il rapporto con i pazienti, l’attenzione per la qualità della vita come parte strutturale del percorso di cura in tutte le sue fasi.Il tutto utilizzando le particolari sensibilità derivanti dalla sintesi tra conoscenze scientifiche e tecnologiche ed esperienza personale della malattia.Compito della Consulta anche quello della progettazione di materiali didattici per la formazione a distanza degli operatori sanitari sul tema dell’umanizzazione delle cure, da avviare attraverso appositi corsi Ecm che il Ministero della Salute offrirà gratuitamente a tutti gli operatori sanitari italiani e l’organizzazione in sinergia col Ministero, di un Convegno nazionale per la presentazione e il lancio di questa iniziativa.
E’ con commozione che salutiamo la nascita di questa consulta. Si sono assunti l’onere di una impresa biblica: “rinnovare la medicina e la sanità, a partire da una diversa attenzione per la formazione degli operatori, l’umanizzazione della assistenza, l’informazione e la comunicazione, il rapporto con i pazienti e l’attenzione per la qualità della vita come parte strutturale del percorso di cura in tutte le sue fasi”.
Speriamo.
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