La disfatta della (gamba) sinistra.

On 18 aprile 2008
Lunedi ho avuto un incidente in moto, 118, ambulanza, pronto soccorso, ginocchio lussato, legamenti rotti, riduzione manuale della lussazione, ingessatura dalla coscia al piede. Un tourbillion in cui sono stata manipolata, girata e rigirata senza che mai mi si dicesse cosa mi aspettasse. Essendo frastornata dal trauma ho fatto poche domande di mia iniziativa (tipo…mi fa per favore la ricetta per l’eparina che mi ha prescritto e che mi devo iniettare nella pancia per un mese o pensa che debba andare in giro a cercare il mio medico con questo gambone di 30 chili? Sono proprio necessari i raggi al torace visto che non mi operate e ne ho appena fatto una serie alla gamba e alla caviglia?). Ma non ho avuto la lungimiranza di chiedere a cosa dovevo fare caso rispetto alle complicazioni dunque ho atteso un sacco prima di tornare strisciando (nel vero senso della parola) al pronto soccorso a causa di un dolore fortissimo che poi si è scoperto essere causato da un ematoma sviluppatosi sotto al gesso.Frastornata e molto sofferente cerco di capire quanto mi sta accadendo.Da qualche giorni infatti sto sperimentando la condizione di chi è perso in un sistema che non conosce, in cui non è piu’ padrone del proprio corpo e elemosina informazioni a destra e a manca ma se le vede centellinare con sufficienza dal personale medico ed è costretto a ricorrere alle esperienze dei conoscenti. Sulla base del gran pastrocchio di idee, devo capire se ciò che vivo è una normale conseguenza della mia situazione o se si tratta di una complicazione e deve correre in ospedale. Molto rapidamente fa capolino l’idea di prenotarsi una visita privata per avere almeno le prime sommarie indicazioni su cosa aspettarsi. Internet è una gran fucina di informazioni ma non basta, evidentemente. E cominci a cadere nella trappola, convinta che per avere risposte devi pagare. Continuo a non volerci credere e continuo ad affidarmi all’ospedale della mia città.
Ma annaspo e mi barcameno fra mille difficoltà. E sto parlando solo di una gamba. Posso parlare, provare a capire da sola quanto accade, difendermi. Immagino la situazione quando il problema è ancora piu’ complesso.

Ho scoperto l’acqua calda lo so, ma è significativo che anche quando credi di avere gli strumenti e la determinazione una volta che precipiti nella voragine dell’essere un “paziente” diventi un essere costretto a tacere, perplimersi e a volte sentirsi umiliare (quando non dormi per il dolore e provi a resistere per 4 giorni e poi ti senti dire dal medico “che poi, che non riuscisse proprio a sopportarlo questo dolore mi sembra un po’ strano….”)

Provaci tu caro dottore, provaci tu a SOPPORTARE, senza dare troppo fastidio ovviamente.

PS i pochi post di questi giorni sono ovviamente ascrivibili al fatto che per ora sto parecchio male

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One Response to “La disfatta della (gamba) sinistra.”

  • ..approfitto della visita a questo forum solo per complimentarmi sinceramente per il vostro lavoro, in particolare con la dott.ssa Tinti e della sua traduzione della "guida all'afasia" con tanto di quiz, che ho trovato davvero utile (sto facendo una ricerca sull'afasia e rispettiva riabilitazione..)Complimenti ancora,Francesco da Roma

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