approccio narrativo

L’approccio narrativo si basa sulla capacità che gli individui hanno di “costruire” e trasformare il proprio mondo e se stessi e di tradurre queste esperienze in termini narrativi. E’ entrato da tempo a far parte delle pratiche educative e di aiuto, ma per ora non sembra aver suscitato grande interesse nei terapeuti della afasia, italiani (in Canada se ne parla da un pò). E’ stato piu’ facile trovare qualcuno che in Italia stesse lavorando sul discorso di “memoria e afasia” in ambito teatrale piuttosto che in ambito strettamente terapeutico. Eppure vi siano numerosi motivi per utilizzare il racconto autobiografico come supporto prezioso nei progetti d’intervento a favore di persone che si trovano ad affrontare momenti difficili quali l’afasia. Del resto, chi più del terapeuta della afasia dovrebbe essere interessato non solo ad ascoltare gli altri (i bisogni, le aspettative, le sofferenze) ma anche a sollecitarli a raccontare la propria storia per far emergere nel proprio paziente e nella sua famiglia la disponibilità ad una nuova storia? L’idea di base, infatti, è che i pazienti si sentano facilitati a rimettere insieme i momenti difficili della loro nuova vita dando una veste narrativa ai ricordi così da ritornare a se’, soggetti non ulteriormente scomponibili, mentre l’afasia scinde, decompone il senso di sé.

Per questo motivo, occorre che al narratore o alla narratrice sia spiegata l’importanza di ricostruire la propria vicenda rivisitando i ricordi, i momenti di transizione, le svolte, gli incontri fatali. In tal modo costoro, aiutati a narrare i ricordi cruciali, si accorgeranno che ricordare pur comportando momenti dolorosi è comunque fonte di benessere se non di un vero e proprio rasserenamento. Ricordare infatti, mette in moto processi psicoaffettivi di tipo cognitivo (stimola il pensiero), emotivo (invita a dissolvere talune difese) e relazionale (raccontare di sé per sentirsi ancora vivi attraverso gli occhi degli altri)

Le persone con afasia vivono in un contesto sociale che raramente le aiuta e piu’ probabilmente aggiunge difficoltà alla loro vita già di per se’ cosi’ complicata. La gente infatti, generalmente, tende a trattare la crisi come una avaria cioè l’improvviso guasto di un pezzo del sistema, il che si traduce (nella visione medica tradizionale e riduttiva) nella convizione generale che il pezzo che non funziona debba essere riparato oppure sostituito perché la macchina continui a funzionare. Nei sistemi umani questo atteggiamento è profondamente anti ecologico e generatore di sofferenza per tutti. Una persona non è una macchina, così come non lo è la famiglia e così come il terapeuta non è il “meccanico”. La questione al contrario piu’ rilevante è che, in conseguenza della comparsa della afasia in un contesto familiare, tutti sembrano perdere almeno per un pò il controllo sulla propria storia. Tutta la storia familiare e non solo quella individuale viene condizionata nel suo divenire, vengono rimessi in discussione i modelli di relazione che fino a quel momento sembravano funzionare e che adesso paiono così inadeguati. E’ a questo punto che un approccio narrativo può essere utile, infatti per superare una crisi è necessario prima di tutto riconoscerla come tale, potersela rappresentare anche in parole, e quindi poter rivedere i propri modelli, riconoscerli e trasformarli allo scopo di trovare nuovi adattamenti funzionali per tutti, nuove coerenze nella storia familiare. Per sopravvivere, la famiglia dovrà trasformarsi, fare appello alle risorse non sfruttate, cercare una nuova flessibilità che non è scontata perché i rapporti possono essersi irrigiditi con il passare dei gli anni. Questo richiede un grande lavoro sui significati e la memoria è lo strumento principale per la rielaborazione dei significati. Ma per sostenere questo processo e supportare la famiglia, occorrerebbe sapere come reagiscono i familiari alla comparsa della afasia e invece ogni reazione affettiva ha sullo sfondo un teatro familiare che è unico, che deve essere capito e accettato nella sua unicità. Ecco qui il valore aggiunto del dare voce ai teatri familiari: dall’analisi dei testi si riuscirà meglio a comprendere quali motivazioni spingono un familiare a fare certe cose e quale significato ha per un altro ottenere differenti risultati…… la famiglia è un organismo vivente e reagisce alla malattia esattamente come fa ogni corpo sano. Come può. A questo punto narrare la propria storia diventa cura delle relazioni che hanno abitato una vita, cura della crisi, per dare un nuovo senso al nostro esserci.

Raccontare e ricordare insieme è il primo passo per costruire e ritrovare la nostra identità

Evidence Based Practice e Medicina Narrativa: un approccio multidimensionale al concetto di “evidenza” nella terapia della afasia di A.Tinti, M. Favalli, G. Testa, P. Tanganelli, M. Marogna

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Life Participation Approach To Aphasia
Approccio narrativo
La Terapia nei pazienti con Afasia Progressiva Primaria


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