counselling

Il counselling rientra tra le competenze cliniche del logopedista e del medico, il cui utilizzo varia a seconda delle necessità del paziente nell’ambito della relazione terapeutica. Specifichiamo pero’ che, a garanzia della qualità dell’intervento, è opportuno che tale pratica sia eseguita solo da chi abbia seguito una specifica formazione in materia.

Il processo di counselling è mirato a stabilire una relazione d’aiuto nella quale il “cliente” (termine utilizzato dagli anglofoni per definire l’utente, cioe’ chi fruisce di un servizio) puo’ esprimere pensieri e sentimenti allo scopo di comprendere meglio la propria situazione e vedere i problemi piu’ oggettivamente. L’individuo è stimolato, da una “conversazione professionale”, ad analizzare i vari aspetti della sua vita con minor ansia e tensione.

Il counselling facilita la crescita personale degli individui e la consapevolezza, sottolinea e rinforza l’autonomia del cliente/paziente e prevede l’utilizzo di pratiche di “ascolto attivo”.

Nel corso della terapia riabilitativa, il logopedista – in particolare – dovrà ritagliare uno spazio specificamente dedicato al counselling cosi’ da creare una atmosfera che renda piu’ facile e meno ansiogeno al paziente affrontare lucidamente le proprie difficoltà, analizzare le aspettative e valutare obiettivamente i risultati raggiunti.

Ecco le linee guida per il Counselling in Logopedia mediate dagli Standard prodotti dal Royal College of Speech and Language Therapists di Londra (Regno Unito):

1. Tutti i terapisti del linguaggio devono possedere competenza di base rispetto alle abilità di counselling, di ascolto attivo e di comunicazione.
2. Il counselling fa’ parte dell’intervento terapeutico integrato rivolto ai disturbi primari della comunicazione
3. I terapisti del linguaggio che lavorano con pazienti che vivono forti condizioni di stress, devono poter contare su una supervisione
4. Quando l’intervento terapeutico prevede l’utilizzo del counselling è vitale che:
· gli obiettivi della terapia siano spiegati al pazienti e dunque concordati in una sorta di “contratto terapeutico”
· il terapista abbia seguito una specifica formazione sulle abilità sociali e sulla gestione del processo di counselling
· il terapista abbia la possibilità di ricevere una adeguata supervisione e un costante supporto da parte di personale esperto
5. I terapisti che utilizzano le abilità di counselling come principale metodo di intervento devono assicurarsi che la loro pratica rispetti pienamente il codice deontologico e rientri tra le competenze da profilo professionale
6. Le informazioni ricavate durante le sedute di counselling non possono essere divulgate ad alcuno, compresi i membri dell’equipe riabilitativa, se non con il consenso del paziente
7. Tutti i terapisti del linguaggio devono essere consapevoli dei limiti della loro competenza come counsellor e riferirsi a personale esperto quando necessari

 

 

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