Regole per Fare

On 7 marzo 2008
Si puo’ passare dalla sensazione di un fuoco che ci attanaglia e circonda tutti minacciosamente, alla gestione del fuoco per riscaldarci ad esso” (Devoto).
Torniamo al principio di Responsabilità. Puntiamo su azioni che abbiano come prodotto qualcosa di concreto. Dall’ottica di riparazione all’ottica di prevenzione (lavoriamo per la nostra salute), dal decentramento alla partecipazione. Da servizi sanitari che sono semplici fornitori di servizi a servizi clinici e curativi (non solo curing ma anche caring), con interventi calibrati sui nostri bisogni e non solo su quelli dei servizi (bisogni che vanno elicitati!).
Con il gruppo Aracne, dopo un inizio burrascoso e un quasi totale cambiamento in corsa dei partecipanti, abbiamo finalmente iniziato a lavorare ad un Codice Etico da applicare anche nel contesto della collaborazione con il Dipartimento di Neurologia della ASL3 Genovese con cui collaboriamo. Vogliamo riorientare le risorse del nostro territorio nel senso della promozione della salute, ridistribuire il potere tra la gente (possibilità di decidere per se stessi e per la propria vita), ridure lo stigma sociale che spesso i servizi potenziano. Lo vogliamo fare insieme (servizi e persone con disabilità) per eliminare le vecchie gerarchie, sciogliere i ruoli rigidi, rivedere i vecchi codici di comportamento e spazzare via i rapporti di potere tra chi dà gli ordini e chi obbedisce.
Ora è il momento del Codice Etico.

Le domande da porsi sono tante:

Quale è lo scopo del nostro codice? Regolare i nostri comportamenti? Ispirarci? Abbiamo davvero bisogno di un codice etico? Deve essere una dichiarazione di valori o un codice di comportamento?

Un codice etico deve essere adeguato ai bisogni e ai valori dell’ organizzazione, dunque nel nostro caso deve adattarsi ad un ambito professionale ma anche ad uno informale quale è quello associativo (l’Associazione è formata anche da operatori sanitari ma anche da cittadini). Tutto ciò ci impone di riflettere sulla “professionalizzazione” in seno alla Associazione. Un problema annoso che però dobbiamo affrontare.

I nostro codice probabilmente avrà due componenti. In primo luogo, una sezione di “aspirazioni”, una premessa che descrive gli ideali cui aspiriamo. In secondo luogo, il codice elencherà tipicamente alcuni regole o principii, a cui i membri dell’organizzazione si ritiene aderiscano. Ma quale sarà l’ordine di presentazione delle regole? Dalla più importante alla meno importante? E cosa intendiamo con la parola “importante”? Saranno dettagliate delle forme di verifica? Quali? Chi sarà implicato? Un piccolo gruppo di lavoro? O tutti coloro che in qualche modo ne possono essere influenzati? Come verrà divulgato? Solo al nostro interno o anche fuori? Come verificheremo che i valori compresi nel nostro codice hanno un qualche impatto sulle politiche e le pratiche organizzative? Come verrà rivisto/modificato il codice?

Certo sappiamo che non risolverà tutti i nostri problemi etici …”Dobbiamo ricordarci che le buone leggi, se non sono rispettate, non costituiscono il buon governo. Quindi ci sono due parti che formano un buono governo: una è il rispetto delle leggi da parte dei cittadini e l’altra è la qualità delle leggi cui questi obbediscono… ” (da La Politica di Aristotile).

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