2 Responses to “Slow Life e Logopedia”

  • Salve,
    l’ho pensato tante volte anche io ….”la terapia incontro alla vita e non viceversa” …
    In queste ultime settimane avrei voluto uscire fuori da quei 2 metri per 2 metri dello studio dove partecipo come tirocinante logopedista…e andare a passeggiare col paziente e comunicare con lui fuori dove c’era la vita, il sole, gli altri…
    Ho sentito spesso un moto di rivolta interno ma che dovevo controllare perché li non si poteva fare differentemente….mi sentivo prigioniera io…come in un ghetto…se lo era per me… lo è anche per loro???!!!

    • Io penso proprio di sì. Dicono che la Logopedia sia “un passaporto per l’umanità” ma secondo me lo è incidentalmente, quando il terapista abbandona per un attimo i protocolli e si comporta come in una conversazione naturale, nel momento in cui si rilassa e torna partner comunicativo. Quando va a cercare la relazione e non la performance. Circoscrivere l’incontro con l’altro a una relazione sbilanciata nella quale io pongo le domande e tu provi a trovare le risposte, non credo proprio che agisca sugli aspetti motivazionali, su quella spinta incredibile che Lordat definiva Forza Vitale…

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