a cura di Agnese Gardella Cipolla
Vivere
l'afasia all'interno di una famiglia. E' cio che ci racconta
Agnese Gardella Cipolla, da anni impegnata sul fronte dell'Associazionismo
e recentemente insignita del premio Melvin Jones Fellowship,
la piu' alta onorificenza mondiale della Lions CLub International
Foundation.
…
mi è stato chiesto di tenere una breve relazione
per testimoniare come vive una persona colta da afasia.
Posso tentare di fare alcune riflessioni su quelle che sono
le conseguenze della malattia nella vita quotidiana del
malato afasico e dei ruolo di assistenza e collaborazione
che ha la famiglia nei suoi confronti. Come
è stato già ampiamente detto l'afasia può
essere provocata da molte cause, mio marito a seguito di
un Ictus si è trovato nell'impossibilità di
parlare e più ampiamente di comunicare. Passati
i primi periodi, della gravità della malattia, del
malessere, della preoccupazione, della convalescenza, quando
si avviava ad una certa "normalità" ci
si è resi conto dei gravi danni che la malattia stessa
aveva procurato.
Aveva
cioè messo un uomo super attivo, sia nel mondo del
lavoro che negli impegni politico - sociali, davanti ad
un muro, ad uno stop improvviso che per l'impossibilità
di parlare veniva tagliato fuori dal lavoro di libero professionista,
con le conseguenze anche economiche che ciò comportava,
e anche dalla vita quotidiana fatta di rapporti e di relazioni
sociali, con le persone che normalmente frequentava.
Per
fortuna mio marito ha un carattere forte ed è sempre
stato duro e severo anche con se stesso, per cui non si
è lasciato andare all'autocommiserazione, ma ha cercato
per quanto possibile di interessarsi anche del suo studio,
portato avanti da un figlio, e di partecipare a meeting,
riunioni, congressi.
Però,
non potendo esprimere i sui pensieri e le sue idee come
aveva sempre fatto, anche quelle persone con le quali aveva
rapporti sia di lavoro che di collaborazione pur dimostrandogli
comprensione ed amicizia, piano piano si sono allontanate,
perse, ... ed è normale, perché per loro,
le difficoltà, le esigenze, e le lotte della vita
quotidiana continuano, ma l'afasico che non riesce a stargli
dietro si trova inevitabilmente isolato, con l'impressione
di essere abbandonato,, a se stesso.
L'afasico,
è una persona che non ha perso la memoria, la comprensione,
l'intelligenza e che spesso come nel caso di mio marito
non ha cambiato carattere, ma che è stato colpito
nella comunicazione sia verbale che scritta, per cui non
può esternare ciò che il suo cervello elabora.
E' quindi necessaria, é anzi indispensabile, la vicinanza
di persone che siano in grado di capire quello che vorrebbe
comunicare sia per le sue necessità sia per esprimere
i sui pensieri ; questo in mancanza di strutture apposite
è il compito della famiglia. Il capire richiede un
lavoro di domande, intuito, selezione di possibilità
e ricerca di argomenti, cosa spesso difficile e laboriosa.
Per
fortuna io ho vissuto molto vicino a mio marito e ci siamo
sempre capiti per cui in questa dolorosa esperienza sono
stata facilitata dall'unione e dalla conoscenza reciproca.
Bisogna evitare che l'afasico si deprima e si chiuda in
se stesso quando non viene capito rinunciando quindi al
colloquio. E' anche necessario che abbia la giornata impegnata,
quindi bisogna parlare molto, dedicarsi a piccoli lavori,
fare lunghe passeggiate.
Ci
sono persone, anche fra gli amici, che spesso non parlano
con l'afasico alcuni perché pensano che non capisca,
o che sia handicappato, ma la maggior parte lo fa per non
metterlo in difficoltà, o per non mettersi in difficoltà,
temendo che non possa rispondere, causargli , umiliazione
o disagio. Per fortuna ci sono amici più disponibili
che hanno con lui un rapporto più cordiale e normale.
Debbo
riconoscere che mio marito malgrado l'handicap che lo ha
colpito ha reagito con intelligenza e grande forza di volontà,
dedicandosi con impegno e tanta speranza agli esercizi di
logopedia, con l'aiuto di persone specializzate, purtroppo
poche e difficili da trovare, con poche lezioni settimanali,
una o due al massimo e con dei periodi di sospensione.
Per
potere intensificare il lavoro fatto con la logopedista
si è impegnato a casa con me a seguire e ripetere
quelle indicazioni avute durante le lezioni di logopedia,
alle quali lo ho sempre partecipato per potere imparare
e avere indicazioni, con l'ausilio di materiale specifico
come schede, tessere alfabetiche, fotografie, ecc..., al
fine di recuperare parzialmente la parola, e comunque per
tenere viva tale speranza.
Direi
che ci sono stati dei buoni risultati, ha recuperato vocaboli,
verbi, e lettura; in fase di studio si ottiene un certo
colloquio e risponde alle domande, ma quando deve chiedere
o spiegarsi si trova di fronte un blocco che gli impedisce
di esprimersi come lui vorrebbe dicendo invece molte stereotipie.
In
questo periodo è particolarmente depresso, in quanto,
penso io, si rende conto che non è riuscito ad ottenere
i risultati che sperava gli desse la riabilitazione logopedica,
e la cosa lo innervosisce notevolmente.
L'afasico
è una persona che ha bisogno di compagnia, in quanto
non si può abbandonare a se stesso, ed ha quindi
la necessità: e di assistenza e di comprensione e
di collaborazione e di dedizione
·
di essere capito per tutte le sue necessità
·
di avere un colloquio(di avere cioè delle persone
che gli parlino normalmente) e di partecipare alla vita
pubblica ... sociale - politica...
·
di autonomia perché, pur avendo bisogno di aiuto
non deve dipendere completamente dagli altri, non deve essere
troppo sollecitato ma occorre che prenda autonomamente le
sue decisioni
·
di poter essere l’uomo di sempre, avere una certa
autorità essere considerato come la persona che è
sempre stata e che nella vita ha avuto un suo ruolo, anche
se oggi purtroppo non riesce più a parlare
·
di avere vicino persone serene e molto disponibili per aiutarlo
a superare la sua menomazione e permettergli di partecipare
alla vita come una persona normale.
Questo è il compito della famiglia che con amore
e dedizione deve supplire la mancanza del lavoro e degli
amici e nel nostro caso direi che è stato fino ad
oggi sufficiente.
Il
futuro pero’ potrebbe più roseo anche per quelle
persone che non avendo la possibilità di assistenza
familiare costante, vivrebbero più serenamente, se
potessero contare su strutture pubbliche e/o private dove
si potesse ottenere tutto ciò di cui l’afasico
ha bisogno: dalla logopedia al rapporto umano quotidiano.
Come
avevo promesso ho tentato di fare alcune riflessioni su
quella che è la vita della persona afasica, pero’
penso che non ci siano parole che possano esprimere la sofferenza,
l’emarginazione, l’isolamento e la solitudine,
in cui l’afasico si trova.
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Vi racconto la "mia afasia"
di Mimmo Pastore
Anche
io voglio dare un contributo contro l'afasia:si può
vincere basta volerlo e con Dio in noi.
Il
passato e quello che non trovo (novembre 1997)
Era
bello il passato.L'anno scorso ho avuto la possibilità
di ritornare al mio passato perchè mi è
capitata di vedere la mia vita come un film,dall'inizio
alla fine,il cui regista l'ha aveva fatta,ero io.Mi
è capitato gia altre volte di aver visto la
mia vita,ma arano delle situazioni dovute al pericolo.Ora
invece ho visto tutte le mie situazioni passate ,la
gente,gli odori,i suoni,le paure e gli amori. Tutto
è iniziato quando mia madre ha parlato in napoletano
vicino a me.E stata come aprire un tappo dalla bottiglia.Sentivo
le parole antiche e i suoni e mi entusiasmavo.E ogni
parola lo memorizzavo e ogni parola veniva da sola.E
mi sono tornata la memoria.Se riuscissi a parlare
potrei dire tante cose,tante,ma la parola mi blocca
come se ci fosse una briglia incatenata.Vedete che
cosa mi manca ?
(...)
E' iniziata la mia vicenda all'Ospedale di Sassari,il
10.3.96,forse intorno alle ore 14,domenica.Mia moglie,parlandoci
alle volte e chiedendogli come ero stato male,mi ha
detto che stavo per uscire per andare alla mia azienda.Bello
e buono sono caduto a terra. Mia moglie mi chiamava
ma non rispondevo.Nella casa c'erano io,mia moglie,Giuseppe
e Rosa. Subito hanno chiamato una autoambulanza e
mi hanno portato all'Ospedale Civile,reparto rianimazione,guidata
dal Professore Ligios e assistente dal Professore
Sussariello
Subito
dopo essere portato nela camera di operazione hanno
dovuto incubarmi e iniettarmi medicine.Queste cose
me le ha dette mia moglie perchè io non capivo.Mi
è capitatp però che la mia memoria anche
se dopo intontita,vedevo,capivo e conoscevo le facce.Può
sembrare che dico delle stupidate,ma quando dopo che
sono andato a salutare nella Rianimazione ho visto
una persona che conoscevoperchè lo trovata
li,perchè lavorava nei giorni in cui io ero
in rianimazione.Io ho conosciuto il figlio della Signora
De M.....Non vedevo tutte le facce ma sentivo intorno
tante voci.
(...)
E' stata la mia convalescenza:Quello che ho fatto:piangevo.ridevo.mi
facevo pipì addosso.mi arrabbabiavo sempre.In
quei momenti sentivo che la memoria poteva fare muovere
il corpo ma non potevo articolare gli membra.E poi
la memoria anche se era geneticamente valida era attutizzata
dall'intervento al cervello. E che risate ho fatto.
Se avessi avuto una macchina fotografica avrei voluto
vedermi.
Parlare
All'inizio,quando
cercavo di comunicare agli altri,mi sentivo male.Mi
sentivo come un cane bastonato.Volevo parlare ma,siccome
la mia parola non era fluente e anche il mio pensiero
non connettava,mi bloccavo come quando si blocca il
programma del computer.Però mentre il computer
si accende e si programma di nuovo,ogni volta che
capivo che c'era qualcosa che mi mancava mi nascondevo.Sono
stato alle volte da solo e avevo tanta gelosia anche
per i miei figli.Mi sentivo arrabbiato,geloso, cattivo
e duro.Non ero come una volta,quando ero gentile e
amoroso.Tutto era passata la gentilezza e era aumentata
l'astio:Meno male che ho trovato delle persone veramente
meravigliose che mi hanno dato tanto.E allora cercavo
di uscire dall'isolamento.
Pensare
E
importante parlare:Aumenta la parola ma bisogna trovare
una persona che stia vicino a te,coontrolli le frasi
e sillabi.Con il PC,siccome leggevo moltissimo,ho
trovato un file che controlla le parole.Si vede subito
che c'è qualche cosa non funziona bene:Allora
aiutando con le parole,provando e cercando,si trova
le lettere.Oltre a trovare le lettere,si aumenta la
memoria perchè per trovare le parole devo capire
prima il senso del pensiero e trasformare in parole
e in scrittura.Tutto questo mi serve perchè
mentre prima andavo senza pensare ora mi fermo e cerco
di capire.Forse per riuscire devo mangiare tante tozzole.
Ancora oggi sono sempre curioso.Mi piace sapere le
cose,conoscere,capire.Però non sono riuscito
a imparare.E brutto quando mi succede qualcosa di
cattivo.Prima mi arrabbio e poi mi passa.E sbaglio.Bisogna
ricordare tutto,il brutto e il bello:Il brutto si
può cambiare .Il bello può aumentare
al meraviglioso.
Afasia
L'afasia
si può vincere.Si può combattere,ci
vuole tanto aiuto.Non lasciarsi mai nel sconforto.Bisogna
credere in noi.Anche se l'invalidità si vede,
la esperienza può aiutare anche gli altri.E
poi il fatto che ore stò parlando e scrivendo
con il computer significa che l'afasia è vinta.
10.3.1998
E
da tempo che non scrivo.Sono passati quasi un mese,ma
mi pare che sia un anno. Che cosa sia successo?. Non
sono più quell'uomo di una volta.Mi sono distrutto.Mi
stanno aumentando le manie e mi stanno aumentando
le solitudini. Vedo che mi sento male,anche perchè
stò dando molti problemi a mia moglie,ai miei
figli. Mi sento come una onda:Gira,gira ma non arriva
a niente. Alle volte mi vorrei chiudermi in una camera
e dormire. Come è brutto così. Alle
volte pensavo che quelle ore passate nella clinica
neurologica mi potevano servire per aumentare la mia
parola e la mia memoria.Ma ho visto che ho bisogno
di uscire e entrare in una comunità per combattere
la afasia.In Neurologia ora ho finito la mia fase,tutto
quello che mi potevano dare mi hanno dato. Non c'è
l'ho con loro,con la Sig.Piras e con le loro collaboratrici.
Ma ho bisogno di uscire da questa situazione. Alle
volte vorrei parlare con Luisa ma quando cerco di
comunicare mi blocco perchè mi incazzo,perchè
quelle parole hanno una situazione diversa.
 |
| Non
è una foto per esaltare una bellezza
di una donna vera
Cercavo di dimostrare
come si può esprimersi un'afasico
quando si trova una
realtà piena di nebbia ,di incertezza,di
timore e nostalgia.
La mia realtà si
ferma nello specchio e vive.
Dopo
lo specchio,è nube, incertezza,
vapore acqueo di essere. |
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